Femminismo moralmente responsabile di genocidio
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“L’uomo cui muore la moglie tende a suicidarsi dieci volte più spesso della donna cui muore il marito.”
“Tra i disoccupati il tasso di suicidi è doppio rispetto a quello che si rileva tra quanti hanno un lavoro. Tra le donne, non c’è alcuna differenza nel tasso di suicidi, che lavorino o no.”
“Nel bel mezzo della Grande Depressione, la tendenza al suicidio tra gli uomini era 650 volte superiore che tra le donne.”
“Il tasso di suicidi tra gli adolescenti è recentemente aumentato e ora è 3 volte superiore rispetto a quanto avviene tra le ragazze.”
“Solo vent’anni fa, gli uomini tra i 25 e i 34 anni si suicidavano in percentuale doppia rispetto alle coetanee; oggi la percentuale è quadruplicata. (Il tasso tra gli uomini è aumentato del 26 per cento, tra le donne è diminuito del 33 per cento.)”
Questi dati sollevano una serie di interrogativi;
Perché il tasso di suicidi tra i ragazzi è aumentato tanto di più che tra le ragazze, in tempi recenti?
Perché la perdita dell’amore è così devastante per gli uomini?
La depressione femminile è l’equivalente del suicidio maschile?
Perché le donne tentano il suicidio più spesso, mentre gli uomini ci riescono quattro volte più spesso?
Perché la “classe suicida” è anche la “classe arrivata”?
Forse gli uomini si suicidano in numero maggiore perché ce ne occupiamo meno, e quindi la “classe suicida” sarebbe la “classe non amata”?
Cominciamo dagli adolescenti.
Perché il tasso di suicidi tra i ragazzi, ma non tra le ragazze, aumenta del 25.000 per cento quando diventano chiari i ruoli sessuali?
Warren Farrell
Il femminismo, col la scusa di combattere le discriminazioni, ne crea ogni giorno di nuove e di enormemente piu’ gravi di quelle che, in modo autoreferenziale, dichiara di voler combattere
Il femminismo: crea pregiudizi con la scusa di combaterli
Alessandra Nucci, scrittrice
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